mercoledì 14 novembre 2007

Tango e ciliege

Come gli amici sanno, da qualche tempo la mia vocazione da "osservatore" di esibizioni di danza si è intensificata.
Di recente mi è capitato di assistere a serate di tango, con musica suonata - a volte - splendidamente dal vivo.
Nell'accogliente locale è piacevole gustarsi le evoluzioni delle coppie danzanti, sorseggiando un bicchiere di vino o un caffè d'orzo.
Fin qui niente di speciale, o forse sì, ma non importa.
Dunque, visto che il mio ruolo non è da ballerino, ho il privilegio di poter riflettere mentre mi godo lo spettacolo, e mi è venuta in mente quest'idea stimolata dal Nero d'Avola sorbito in un bicchierone.
Le coppie che ballano il tango, stanno appiccicate e la ballerina si protende in avanti quasi priva di peso sopra il proprio partner, il quale dal canto suo ha gli occhi sgranati con una espressione rapita e inebetita. Lei è invece con gli occhi chiusi, in una apparente estasi dei sensi, e segue un percorso misterioso intimo che la fa muovere morbidamente. Insomma parrebbe una rappresentazione realistica dell'intimità amorosa......., ma.......................
Torniamo all' "osservatore" esterno, che sarei io. L'osservatore non ha un ruolo solo passivo, anzi. A volte, per esempio, scambia quattro parole con una ballerina, nelle pause della danza. Infatti quando lei finisce il ballo, il rapporto con il suo accompagnatore sulla pista, si interrompe immediatamente, e la ragazza in questione ritorna " libera" con i piedi per terra, diciamo. E questa conversazione rubata alle pause del ballo rivela spesso piacevoli sorprese. Quando poi lei ritorna in pista, magari con un nuovo tanghero, l'osservatore non nutre alcuna gelosia, ed anzi si diverte a vedere di nuovo decollare l'amica conosciuta da poco.
Ma......, eravamo rimasti con una sospensione, e qui entrano in gioco le ciliege. Quando ci gustiamo una ciliegia rossa scura, cicciosa, dolce e succosa, a tutto pensiamo fuori che al nocciolo ed alla funzione naturale del frutto. Come è noto per la pianta l'unica cosa che conta è il nocciolo, sintesi della sua capacità di riprodursi, mentre il succo rosso intorno è solo uno specchietto per le allodole.
Insomma le cose cambiano del tutto di significato secondo da che parte le osservi.
Io quando osservo le tanghere, con le loro scarpe e tutto l'armamentario seduttivo conseguente al ruolo, mi sento esattamente come un'ape su un fiore profumato o un uccellino che si gusta il frutto maturo. Ma il "nocciolo" del tango, vissuto da dentro, penso sia altro, forse un misto tra la ginnastica del corpo e una sospensione miracolosa della mente. Lontana da tutto, anche dalla banale e quotidiana attrazione del sesso.



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