martedì 5 giugno 2007

Parole e Musica




Ciao a tutti.
Complice il recente festival del libro organizzato nella mia città di origine ( Empoli ), lo scorso fine settimana, ho avuto modo di riflettere su queste due componenti essenziali delle mie occupazioni quotidiane.
Parole e musica, appunto.
Gli scrittori che si sono succeduti nell'accogliente Chiostro degli Agostiniani di Empoli, hanno parlato delle motivazioni e delle suggestioni legate alla loro attività narrativa.Tutte le esperienze riferite sono state molto interessanti, pur diverse tra loro : il collettivo di scrittori WU MING, il giovane e divertente Cristiano Cavina, la fiorentina Elena Stancanelli, ed altri ancora. La piacevolezza di ascoltare persone stimolanti, con un bicchiere di vino in mano, ha reso leggere e coinvolgenti queste serate.
E la musica ?
L'ultima sera, quella di domenica, era prevista la presentazione di un libro di biografie dei jazzisti e, a seguire, il nostro concerto.L'autore del libro per un contrattempo che lo ha trattenuto in Spagna, non era presente. Le - mitiche - ragazze di Rinascita, organizzatricie dell'evento, hanno chiesta a me ed agli altri del gruppo di parlare un'oretta durante l'aperitivo.
Ovviamente ci siamo divertiti molto. Dopo una mia BREVE, AVVINCENTE E DI UNIVERSALE INTERESSE - introduzione sulla storia del contrabbasso nel jazz, il microfono è passato a Claudio Airò che ha spaziato dal free jazz alle mie fidanzate, seguendo un filo logico di non immediata percezione.Interessanti anche gli interventi dal pubblico: in particolare una ragazza molto sincera ci ha chiesto : 1) quale è la pronunzia esatta della parola jazz ; 2) il motivo per il quale lei si annoia ad ascoltare jazz. Abbiamo saputo rispondere solo alla prima domanda.La sera è seguito il concerto, con una buona acustica e un discreto pubblico.Per tornare alle due parole chiave, devo dire che quando mi è toccato di presentare i miei racconti, mi sono sempre sentito un pò in imbarazzo. Lo stesso ruolo dello " scrittore " che, avendo scritto il libro, ne sa evidentemente più del pubblico, unito al benevolo atteggiamento del "presentatore" del volume, rende queste occasioni sempre un pò sforzate. Così non mi piace affatto lo stereotipo molto in voga dello scrittore tenebroso ritratto sulle riviste femminili, oppure in casolari di campagna magari in compagnia di un cane e di una chitarra.
Per non parlare degli autori di liberculi giovanilistici sugli amori adolescenziali: penso che gli adolescenti siano gli unici che hanno tempo e energia per leggere i grandi classici della letteratura, e non debbano perdere tempo a specchiarsi in pagine brufolose e stucchevoli che li ritraggono come allo specchio.
Insomma : a me più che gli scrittori piacciono i libri. Mentre della musica mi piace tutto, dai liutai al tecnico del mixer.
Ciao a tutti
Stefano

Nessun commento: