lunedì 4 giugno 2007

Una serata di emozioni

Cari amici, ancora vengo a raccontarvi un nuovo spettacolo di danza contemporanea che mi è piaciuto moltissimo.Si tratta dell'ultima produzione del mitico , coreografo russo-belga che letteralmente adoro.Di cosa si tratta ?Per prima cosa come tutti gli spettacoli del nostro, è una esibizione corale, cioè dell'intero corpo di ballo, dell'ensamble come lui ama dire. Niente ballerini divi o primedonne con tutù insomma, ma ragazzi/e che del loro essere un gruppo fanno il punto di forza. Poi, visto che sono al sesto o settimo spettacolo, riesco ormai a riconoscere ed inquadrare perfettamente i vari componenti del corpo di ballo, tutti con la loro forte e precisa personalità, che non si esprime solo con il corpo e con il movimento, ma con il volto, gli abiti......Ed il bello è che sono persone molto diverse tra loro : l'orientale piccolina, la donna con qualche anno in più bianchissima in volto, il distino signore con baffetti, l'atletico funambolo e via dicendo.Dopo gli spettacoli degli anni scorsi dedicati alla musica degli anni cinquanta, ed alle atmosfere del fumoso caffè belga Au Caffè, questa volta Misha attinge alla musica tzigana dell'Est Europa e della Russia.Ecco la chiave della mia passione per questi spettacoli :la scelta sempre sorprendente e originalissima del commento musicale, fatta con una carica emotiva fuori dal comune.E poi la fantasia sconfinata dei quadri coreografici del nostro, il divertimento, l'allegria, accanto alla carica drammatica di altre scene.Pochi oggetti arredano la scena : una valigia simbolo del carattere migrante dei popoli dell'est, la corda per i cavalli, alcune candele per il quadro dedicato alla imponente e monumentale religiosità ortodossa, questo un momento letteralmente da brividi.Ma anche l'amore passionale, i rodei delle steppe, l'ubricatura da vodka, tutto con richiami fulminei, e altro, molto altro ancora.Tutto molto bello, il tempo dello spettacolo passa in un attimo, ed io resto a fissare gli occhi lucidi dei ballerini sul proscenio finale, con la voglia di vederne ancora.Mentre guido sulla via del ritorno a notte alta, rifletto tra me sui misteriosi canali che consentono di comunicare il movimento in musica, sia dal coreografo agli interpreti, che da questi a noi che guardiamo. Si, insomma, mi chiedo da profano,per dove passi questa straordinaria forma di comunicazione artistica, quali siano i codici per ricordare i passi, per essere così naturali ed insieme così precisi, eleganti e sobri nell'occupare lo spazio anche quando i danzatori stanno semplicemente fermi.Non ho alcuno strumento culturale per darmi delle risposte, e quindi lascio che sia il puro divertimento e l'emozione la chiave di approccio a questa recente e del tutto imprevista mia passione.Stefano

Nessun commento: